Manga Fantasy

L'Emblema di Roto

 

 

Il manga

Manga di Kamui Fujiwara, Chiaki Kawamata e Junji Koyanagi edito in Italia da Starcomics (21 albi in bianco e nero, di dimensioni 12 x 18 e 192 pagine, edito da Marzo 1998 a Novembre 1999 mensilmente, costo aggiornato cadauno € 3.10 tranne l’ultimo che costa € 3.70).

Il manga (basato sul famoso videogioco di Dragon Quest) è stato prodotto dalla casa editrice Enix, che ha serializzato anche altre saghe di Dragon Quest (quelle per i più giovani, quelle con temi più romantici, quelli più rudi, ecc.).

Alcune curiosità sull’opera:

1) Le ambientazioni ed i mostri che popolano l’universo del manga, sono stati ideati da Akira Toriyama (il disegnatore del celeberrimo Dragon Ball).

2) Il mondo su cui si svolgono le vicende assomiglia alla terra, con i confini dei continenti leggermente diversi e con i nomi delle terre e delle città simili a quelli esistenti (esempi: Jipangu-Giappone, Romaria-Roma, Portoga-Portogallo).

 

 

Prologo

Dopo la sconfitta del re magico Balamos, e dissolto il terrore del grande re magico Zooma, finalmente in questo mondo erano tornati i giorni di pace…

Sotto la guida del genio Lubis, i fratelli Roto tornarono da Alefguard…

I loro nomi erano Lauran e Kaamen…

Ereditarono dal padre il segno dei Roto…

Lo divisero in due e nei rispettivi territori dettero origine a due casate regnanti, il regno di Lauran a nord e quello di Kaamen a sud. Questi due regni prosperarono insieme nel benessere e nella pace, ed in essi si diffusero la speranza e la felicità. Passarono così cento anni…

 

La storia comincia nel regno di Kaamen, quando il re Kaamen, il comandante Bolgoi e sua figlia Lunaphrea si dirigono verso la foresta di Necrogond con l’esercito per sconfiggere la tribù degli Shaaman (devota agli spiriti del male) che devasta il regno. Nel castello rimangono la regina Rosa e il chierico Talkin che le rivela che cosa è riuscito a scorgere nello specchio d’acqua benedetta: il bambino di cui è incinta, sarà un maschio e riceverà il nome sacro Arus per essere protetto dal male.

L’esercito, dopo aver sconfitto facilmente la tribù, ritrova un idolo maledetto in un tempio; re Kaamen decide di distruggerlo ma improvvisamente cambia idea e lo porta nel castello come bottino di guerra.

In una stanza segreta il re comincia a parlare con un certo re Drago: si viene a conoscenza che il vero re è prigioniero in un’altra dimensione mentre il mostro camaleontico Delus ha preso le sue sembianze; scopo del mostro è imporre al nascituro il nome maledetto Jagan, per renderlo schiavo del grande Imajin.

Alla nascita del principe, Lunaphrea e Talkin riescono a fuggire con Arus verso il deserto grazie all’aiuto di Bolgoi; a salvarli interviene una nave che scivola sulla sabbia, governata da Giran e suo figlio Kira.

 

Trama

Arus e Kira crescono in un eremitaggio imparando l’arte della spada e della magia.

I loro nemici sono il re Drago, re Mei Golgona, il re bestia Gunon e il re magico Jagan agli ordini di Imajin; per ovviare alla situazione di Kaamen, è stato imposto il nome malefico Jagan al principe di Lauran, che è quindi cresciuto con un cuore malvagio.

Il gruppo è costretto a scappare dall’eremitaggio per l’attacco di alcuni mostri; nel deserto fanno la conoscenza del grande saggio Kadal (uno dei tre sacri guerrieri che hanno aiutato il prode Arel a sconfiggere Zooma) che prende in custodia Arus e Kira per allenarli duramente.

I due ragazzi ripartono nuovamente alla ricerca dei tre kenou, i sacri guerrieri che aiuteranno Arus a sconfiggere Imajin; ognuno di loro è maestro in una particolare disciplina: spada, magia e arti marziali.

Dopo lunghi viaggi ed aver sconfitto mostri temibilissimi, i tre kenou si ritrovano ad Ariahan insieme ad Arus: Kira lo spadaccino, Yao la lottatrice e Poron il mago; qui avviene un’epica battaglia in cui il gruppo riesce a sconfiggere il re bestia Gunon con i suoi generali e l’intero esercito.

Contemporaneamente si viene a sapere della caduta del castello di Ladatoom, la capitale di Alefguard, territorio del mondo sotterraneo; pure il casato di Ladatoom appartiene ai Roto ed il terzo discendente, il prode Astea, è riuscito a scappare portando con sé la sfera delle tenebre, il sigillo che tiene prigioniero il corpo di Imajin da più di 10000 anni.

Ad Ariahan avviene lo scontro tra Arus e Jagan (la superiorità del secondo è dovuta alla leggendaria spada dei Roto); la battaglia finisce con la morte di Arus ma, grazie alle foglie dell’albero Sekaiju riesce a tornare in vita.

Per avere un’arma potente come quella di Roto, Arus decide di recarsi a Jipangu, dove abita un abile fabbro, capace di forgiare l’olihargon, il metallo divino.

Parte finale (sconsigliata da leggere a chi non si vuole rovinare la sorpresa)

Prima che avvenga ciò, Jagan cerca Arus per concludere lo scontro ma interviene Astea; alla presenza dei tre, l’emblema di Roto (di cui ogni discendente ne conserva un frammento) si riunisce e comincia a formulare la grande magia di transizione Omegaluula, la magia che la dea Seirei Rubis utilizzò 12000 anni prima contro Imajin per esiliare nello spazio il suo spirito; purtroppo non funziona per il sangue maledetto di Jagan.

Astea e Arus portano la sfera delle tenebre nel santuario di Laamia; il primo ritorna nel mondo sotterraneo per organizzare la resistenza mentre il secondo affronta il re Mei Golgona con la sua nuova spada.

Ad aiutarlo interviene il maestro Tao, si scopre che Golgona è suo fratello ed entrambi hanno più di 12000 anni; Golgona muore.

Tao racconta la sua storia: nell’antichità prosperò una civiltà potente, l’impero di Muu. Nei laboratori magici furono effettuati esperimenti sulle foglie di Sekaiju per eliminare la vecchiaia e la morte. Uno di questi fallì ma si riuscì a dare la vita ad un essere artificiale; Golgona evocò Imajin per dargli uno spirito ma egli si ribellò e devastò il continente. Ad imprigionare Tao, Golgona e Imajin ci pensò la dea Seirei Rubis, fino a quando il re magico Zooma sciolse i sigilli catturando e pietrificando la dea.

Mentre Arus e i suoi compagni attaccano il castello di Lauran (dove risiede Imajin), Jagan recupera la sfera delle tenebre con l’intenzione di distruggerla, ma così facendo rompe il sigillo e Imajin ne approfitta per ucciderlo. Il re Drago scopre di appartenere alle forze del bene e si ritira dallo scontro, Jagan resuscita grazie al sacrificio della madre con il nome di Aran.

Comincia a formarsi il corpo di Imajin ed inizia la battaglia finale. Con il potere magico di tutti gli esseri umani, Arus sprigiona un colpo formidabile e riesce ad abbattere Imajin; dal suo corpo nasce un nuovo albero Sekaiju.

 

 

Personaggi principali

Arus, il prode

La figura del prode non è identificabile con una particolare classe di D&D: le sue caratteristiche principali sono di essere formidabile sia nei combattimenti, che con le magie, di credere fermamente nella giustizia e nel riuscire sempre a risollevare l’animo suo e dei suoi compagni. Col proseguire della storia si percepisce un mutamento continuo nel carattere di Arus: diventa sempre più coraggioso ed è sempre lui a spronare gli amici alla battaglia.

Kira, kenou della spada

Il suo vero padre non è Giran che l’ha raccolto quando era ancora piccolo, ma discende direttamente dalla famiglia del kenou della spada: suo fratello Saabain, manovrato dalla volontà della spada maledetta Maken Necros, uccise tutti gli abitanti del villaggio, compresi i genitori (Kira è l’unico che è riuscito a sopravvivere). Anche in lui si avverte un grande cambiamento di carattere da quando viene a sapere dell’eredità del suo sangue: da ragazzo libero ed espansivo si trasforma in un determinato guerriero, grazie anche alla tecnica Genmaken che permette di usare spade demoniache. Molto bella ed interessante è la sua armatura, una creatura vivente nera a forma di leone che si chiama Caesar. Una particolarità fisica è la presenza di due ruote che s’intersecano nelle iridi dei suoi occhi.

Yao, kenou del kung-fu

Ha cominciato il suo viaggio per vendicarsi di Saabain (fratello di Kira) che distrusse il suo paese natio. La sua tecnica principale è l’Hadouken che permette di convogliare lo spirito in energia.

Poron, kenou della conoscenza

Il primo incontro con Poron è molto comico: in lui non si sono risvegliati ancora i poteri, sta in compagnia di tre piccoli mostriciattoli vestendosi da clown e facendo scherzi nel paese di Tedon. La sua principale qualità è la capacità di unire incantesimi diversi, creando così nuove magie più potenti. Possiede un terzo occhio in mezzo alla fronte.

Astea

Discendente da Flora, la sorella di Kaamen e Lauran; la sua principale funzione è di fare da paciere tra Arus e Jagan.

Jagan

Uno dei generali di Imajin; discendente di Lauran ma allevato dai re magici in modo da fargli odiare il sangue di Roto e diventare malvagio: ha così dovuto subire dure prove fin da piccolo, uccidendo il padre in un duello. Cambierà posizione e nome negli ultimi albi; questo mutamento avviene soprattutto per il desiderio di vendetta nei confronti di Imajin che si è approfittato di lui e della sua famiglia.

Gunon, il re bestia

Uno dei generali di Imajin; odia i perdenti e ha un orgoglio illimitato: perfino quando è morto continua ad ergersi in piedi nella sua fierezza.

Mei Golgona

Uno dei generali di Imajin; i suoi poteri consistono nel dominare il mondo dell’Ade.

Re Drago

Uno dei generali di Imajin; figlio della regina Drago, discendente del drago celeste, che aiutò il prode Arel a sconfiggere Zooma.

Maestro Tao

Maestro di Arus; lo aiuterà spesso grazie alla sua saggezza e alla sua magia.

Imajin

Essere malefico che ambisce alla distruzione del mondo, è privo di scrupoli e sicuro della vittoria; chi gli sta intorno rappresenta soltanto una pedina da sfruttare per i propri scopi. Solo grazie ad Arus proverà per la prima volta la paura della morte.

 

 

Critica

Il tratto del manga è molto pulito e semplice (molto simile a quello di Akira Toryama). La storia rimane sempre interessante non scadendo mai in ripetizioni che potrebbero stancare il lettore: ci sono momenti in cui pare di sentire la potenza sprigionarsi dall’albo (forse devo darmi una regolata con l’alcool). Un esempio lo può dare la mia scena preferita: all’interno del corpo del re marino Ribaiasan, quando ormai parevano tutti sconfitti, Poron si erge in piedi, anche se ancora in stato di incoscienza, e formula due incantesimi devastanti. Oltre alle varie scene di battaglia, sono rappresentati altri temi: l’importanza della famiglia, l’amicizia, l’amore (Kira e Yao si sposeranno ed anche Poron troverà una fidanzata); è presente anche l’aspetto comico ma in minor consistenza. Per concludere, questo manga dovrebbe piacere a tutti, anche a chi non ha mai provato ad entrare in una fumetteria.

 

 

Webgrafia (per le immagini)

www.arus.it

 

Drauen Ghor