L'Emblema di Roto
Alcune
curiosità sull’opera:
1) Le
ambientazioni ed i mostri che popolano l’universo del manga, sono stati ideati
da Akira Toriyama (il disegnatore del celeberrimo Dragon Ball).
2) Il mondo su cui si svolgono le vicende assomiglia alla terra, con i confini dei continenti leggermente diversi e con i nomi delle terre e delle città simili a quelli esistenti (esempi: Jipangu-Giappone, Romaria-Roma, Portoga-Portogallo).
Sotto la
guida del genio Lubis, i fratelli Roto tornarono da Alefguard…
I loro
nomi erano Lauran e Kaamen…
Ereditarono
dal padre il segno dei Roto…
Lo
divisero in due e nei rispettivi territori dettero origine a due casate
regnanti, il regno di Lauran a nord e quello di Kaamen a sud. Questi due regni
prosperarono insieme nel benessere e nella pace, ed in essi si diffusero la
speranza e la felicità. Passarono così cento anni…
La storia
comincia nel regno di Kaamen, quando il re Kaamen, il comandante Bolgoi e sua
figlia Lunaphrea si dirigono verso la foresta di Necrogond con l’esercito per
sconfiggere la tribù degli Shaaman (devota agli spiriti del male) che devasta
il regno. Nel castello rimangono la regina Rosa e il chierico Talkin che le
rivela che cosa è riuscito a scorgere nello specchio d’acqua benedetta: il
bambino di cui è incinta, sarà un maschio e riceverà il nome sacro Arus per
essere protetto dal male.
L’esercito,
dopo aver sconfitto facilmente la tribù, ritrova un idolo maledetto in un
tempio; re Kaamen decide di distruggerlo ma improvvisamente cambia idea e lo
porta nel castello come bottino di guerra.
In una
stanza segreta il re comincia a parlare con un certo re Drago: si viene a
conoscenza che il vero re è prigioniero in un’altra dimensione mentre il
mostro camaleontico Delus ha preso le sue sembianze; scopo del mostro è imporre
al nascituro il nome maledetto Jagan, per renderlo schiavo del grande Imajin.
Alla
nascita del principe, Lunaphrea e Talkin riescono a fuggire con Arus verso il
deserto grazie all’aiuto di Bolgoi; a salvarli interviene una nave che scivola
sulla sabbia, governata da Giran e suo figlio Kira.
Arus e
Kira crescono in un eremitaggio imparando l’arte della spada e della magia.
I loro
nemici sono il re Drago, re Mei Golgona, il re bestia Gunon e il re magico Jagan
agli ordini di Imajin; per ovviare alla situazione di Kaamen, è stato imposto
il nome malefico Jagan al principe di Lauran, che è quindi cresciuto con un
cuore malvagio.
Il
gruppo è costretto a scappare dall’eremitaggio per l’attacco di alcuni
mostri; nel deserto fanno la conoscenza del grande saggio Kadal (uno dei tre
sacri guerrieri che hanno aiutato il prode Arel a sconfiggere Zooma) che prende
in custodia Arus e Kira per allenarli duramente.
I due
ragazzi ripartono nuovamente alla ricerca dei tre kenou, i sacri guerrieri che
aiuteranno Arus a sconfiggere Imajin; ognuno di loro è maestro in una
particolare disciplina: spada, magia e arti marziali.
Dopo
lunghi viaggi ed aver sconfitto mostri temibilissimi, i tre kenou si ritrovano
ad Ariahan insieme ad Arus: Kira lo spadaccino, Yao la lottatrice e Poron il
mago; qui avviene un’epica battaglia in cui il gruppo riesce a sconfiggere il
re bestia Gunon con i suoi generali e l’intero esercito.
Contemporaneamente
si viene a sapere della caduta del castello di Ladatoom, la capitale di
Alefguard, territorio del mondo sotterraneo; pure il casato di Ladatoom
appartiene ai Roto ed il terzo discendente, il prode Astea, è riuscito a
scappare portando con sé la sfera delle tenebre, il sigillo che tiene
prigioniero il corpo di Imajin da più di 10000 anni.
Ad Ariahan
avviene lo scontro tra Arus e Jagan (la superiorità del secondo è dovuta alla
leggendaria spada dei Roto); la battaglia finisce con la morte di Arus ma,
grazie alle foglie dell’albero Sekaiju riesce a tornare in vita.
Per avere
un’arma potente come quella di Roto, Arus decide di recarsi a Jipangu, dove
abita un abile fabbro, capace di forgiare l’olihargon, il metallo divino.
Prima che
avvenga ciò, Jagan cerca Arus per concludere lo scontro ma interviene Astea;
alla presenza dei tre, l’emblema di Roto (di cui ogni discendente ne conserva
un frammento) si riunisce e comincia a formulare la grande magia di transizione
Omegaluula, la magia che la dea Seirei Rubis utilizzò 12000 anni prima contro
Imajin per esiliare nello spazio il suo spirito; purtroppo non funziona per il
sangue maledetto di Jagan.
Astea e
Arus portano la sfera delle tenebre nel santuario di Laamia; il primo ritorna
nel mondo sotterraneo per organizzare la resistenza mentre il secondo affronta
il re Mei Golgona con la sua nuova spada.
Ad
aiutarlo interviene il maestro Tao, si scopre che Golgona è suo fratello ed
entrambi hanno più di 12000 anni; Golgona muore.
Tao
racconta la sua storia: nell’antichità prosperò una civiltà potente,
l’impero di Muu. Nei laboratori magici furono effettuati esperimenti sulle
foglie di Sekaiju per eliminare la vecchiaia e la morte. Uno di questi fallì ma
si riuscì a dare la vita ad un essere artificiale; Golgona evocò Imajin per
dargli uno spirito ma egli si ribellò e devastò il continente. Ad imprigionare
Tao, Golgona e Imajin ci pensò la dea Seirei Rubis, fino a quando il re magico
Zooma sciolse i sigilli catturando e pietrificando la dea.
Mentre
Arus e i suoi compagni attaccano il castello di Lauran (dove risiede Imajin),
Jagan recupera la sfera delle tenebre con l’intenzione di distruggerla, ma così
facendo rompe il sigillo e Imajin ne approfitta per ucciderlo. Il re Drago
scopre di appartenere alle forze del bene e si ritira dallo scontro, Jagan
resuscita grazie al sacrificio della madre con il nome di Aran.
Comincia a
formarsi il corpo di Imajin ed inizia la battaglia finale. Con il potere magico
di tutti gli esseri umani, Arus sprigiona un colpo formidabile e riesce ad
abbattere Imajin; dal suo corpo nasce un nuovo albero Sekaiju.
La figura
del prode non è identificabile con una particolare classe di D&D: le sue
caratteristiche principali sono di essere formidabile sia nei combattimenti, che
con le magie, di credere fermamente nella giustizia e nel riuscire sempre a
risollevare l’animo suo e dei suoi compagni. Col proseguire della storia si
percepisce un mutamento continuo nel carattere di Arus: diventa sempre più
coraggioso ed è sempre lui a spronare gli amici alla battaglia.
Kira,
kenou della spada
Il suo
vero padre non è Giran che l’ha raccolto quando era ancora piccolo, ma
discende direttamente dalla famiglia del kenou della spada: suo fratello Saabain,
manovrato dalla volontà della spada maledetta Maken Necros, uccise tutti gli
abitanti del villaggio, compresi i genitori (Kira è l’unico che è riuscito a
sopravvivere). Anche in lui si avverte un grande cambiamento di carattere da
quando viene a sapere dell’eredità del suo sangue: da ragazzo libero ed
espansivo si trasforma in un determinato guerriero, grazie anche alla tecnica
Genmaken che permette di usare spade demoniache. Molto bella ed interessante è
la sua armatura, una creatura vivente nera a forma di leone che si chiama Caesar.
Una particolarità fisica è la presenza di due ruote che s’intersecano nelle
iridi dei suoi occhi.
Yao,
kenou del kung-fu
Ha
cominciato il suo viaggio per vendicarsi di Saabain (fratello di Kira) che
distrusse il suo paese natio. La sua tecnica principale è l’Hadouken che
permette di convogliare lo spirito in energia.
Poron,
kenou della conoscenza
Il primo
incontro con Poron è molto comico: in lui non si sono risvegliati ancora i
poteri, sta in compagnia di tre piccoli mostriciattoli vestendosi da clown e
facendo scherzi nel paese di Tedon. La sua principale qualità è la capacità
di unire incantesimi diversi, creando così nuove magie più potenti. Possiede
un terzo occhio in mezzo alla fronte.
Astea
Discendente
da Flora, la sorella di Kaamen e Lauran; la sua principale funzione è di fare
da paciere tra Arus e Jagan.
Jagan
Uno dei
generali di Imajin; discendente di Lauran ma allevato dai re magici in modo da
fargli odiare il sangue di Roto e diventare malvagio: ha così dovuto subire
dure prove fin da piccolo, uccidendo il padre in un duello. Cambierà posizione
e nome negli ultimi albi; questo mutamento avviene soprattutto per il desiderio
di vendetta nei confronti di Imajin che si è approfittato di lui e della sua
famiglia.
Uno dei
generali di Imajin; odia i perdenti e ha un orgoglio illimitato: perfino quando
è morto continua ad ergersi in piedi nella sua fierezza.
Mei
Golgona
Uno dei
generali di Imajin; i suoi poteri consistono nel dominare il mondo dell’Ade.
Re Drago
Uno dei
generali di Imajin; figlio della regina Drago, discendente del drago celeste,
che aiutò il prode Arel a sconfiggere Zooma.
Maestro di
Arus; lo aiuterà spesso grazie alla sua saggezza e alla sua magia.
Imajin
Essere
malefico che ambisce alla distruzione del mondo, è privo di scrupoli e sicuro
della vittoria; chi gli sta intorno rappresenta soltanto una pedina da sfruttare
per i propri scopi. Solo grazie ad Arus proverà per la prima volta la paura
della morte.
Il tratto
del manga è molto pulito e semplice (molto simile a quello di Akira Toryama).
La storia rimane sempre interessante non scadendo mai in ripetizioni che
potrebbero stancare il lettore: ci sono momenti in cui pare di sentire la
potenza sprigionarsi dall’albo (forse devo darmi una regolata con l’alcool).
Un esempio lo può dare la mia scena preferita: all’interno del corpo del re
marino Ribaiasan, quando ormai parevano tutti sconfitti, Poron si erge in piedi,
anche se ancora in stato di incoscienza, e formula due incantesimi devastanti.
Oltre alle varie scene di battaglia, sono rappresentati altri temi:
l’importanza della famiglia, l’amicizia, l’amore (Kira e Yao si sposeranno
ed anche Poron troverà una fidanzata); è presente anche l’aspetto comico ma
in minor consistenza. Per concludere, questo manga dovrebbe piacere a tutti,
anche a chi non ha mai provato ad entrare in una fumetteria.
Webgrafia
(per le immagini)
www.arus.it
Drauen Ghor